Comunità Cristiana San Michele Arcangelo

Sant'Angelo di Santa Maria di Sala -VE-

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PICCOLA GUIDA DEL “PERFETTO” LETTORE

Tu sei al servizio della Parola di Dio

  • • Perché la Scrittura che leggi diventi Parola di Dio per tutti, bisogna che sia anzitutto Parola per te
  • • Prendi cinque minuti per prepararla, per nutrirtene: ne vale la pena
  • • L’importante, in una parola, è colui che parla
  • • Tu leggi: con la tua voce è Dio che parla oggi; che tutto, in te, lo faccia sentire
  • • Una parola vera, accolta, suscita il dialogo: leggi in modo da destare il desiderio di rispondere a Dio
  • Tu sei al servizio dell’assemblea

  • • I tuoi fratelli si uniscono alla preghiera del sacerdote fino all’Amen: prega con loro, spostati soltanto dopo
  • • Perché il libro delle Scritture diventi Parola, dà importanza al libro, fallo “esistere”
  • • Respira bene, dà “aria” alla Parola: faciliterai un ascolto disteso, orante
  • • Aspetta che tutti siano seduti, in silenzio, attenti
  • • Un oratore guarda il pubblico, tenendo d’occhio i suoi fogli; tu, lettore, guarda la Scrittura che devi proclamare ai fratelli
  • • Non tenere un occhio sul libro e uno sugli ascoltatori, ma ad ogni articolazione naturale del testo (spazi bianchi) fermati e riprendi con calma
  • • Attenzione! I tuoi occhi sono più veloci delle orecchie degli uditori: parla alla velocità delle loro orecchie, delle orecchie del loro cuore…
  • • Precedi (è facile) le parole che essi rischiano di non capire: sforzati di pronunciarle bene
  • • Non rivolgerti a quelli delle prime file: pensa anzitutto a quelli che stanno in fondo alla chiesa
  • • Se fai uno sbaglio, resta calmo e disteso, e riprendi la lettura. Può capitare a tutti: l’assemblea lo sa!
  • Tu sei al servizio del testo

  • • Prima di leggerlo, guarda come è costruito; cerca le espressioni o le parole importanti
  • • Un testo è come un paesaggio: costituisce un insieme; non spezzettarlo, fanne sentire l’unità, comunicane la poesia
  • • Tu vedi i segni di punteggiatura, i tuoi uditori non li vedono: tocca a te farli sentire
  • • Un racconto, un testo meditativo, un inno trionfale, la preghiera di un salmo: esigono un tono diverso, un’andatura diversa. Lo scoprirai da solo se ne hai interiorizzato il contenuto (lettura e salmo non sono la stessa cosa: cambiare persona…)
  • Alcuni accorgimenti

  • • Attenzione alla cantilena (come si fa spesso con i bambini)! La tua voce non deve variare molto di altezza, dev’essere quasi rettilinea (niente “teatro”)
  • • Vedi un inciso, una parentesi: falla sentire cambiando leggermente il tono della voce
  • • Non gridare: ar-ti-co-la! – Non compitare: par-la!
  • • Non lasciare cadere la fine di una frase: sostieni la tua voce
  • • Per far intuire la fine del brano, rallenta le ultime parole
  • Se c’è un microfono

  • • Ricorda che non diminuisce i tuoi difetti: li amplifica
  • • Ricorda che porta la tua voce in tutta la chiesa con la sua potenza… o la sua debolezza
  • • Sappi regolarlo (con calma) secondo la tua statura, la tua voce, la tua distanza
  • • Quando devi spostarlo o manipolarlo, chiudilo
  • • Fa’ una prova: sonorità, acustica, cambiano da una chiesa all’altra
  • • Chi ha in mano il microfono non deve far sparire il canto dell’assemblea. Deve aiutare a cantare, non far sentire solo la sua voce
  • Signore, sii nel mio cuore e sulle mie labbra
    perché io possa annunciare degnamente la tua Parola
    a beneficio del tuo popolo santo.

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